Il rinoceronte bianco nel cratere dello Ngorongoro: una novità o un ritorno? Sicuramente una bella sorpresa per chi visita lo Ngorongoro Crater quest’anno! Alcuni nostri turisti lo hanno avvistato, come si può vedere da questa breve clip girata durante un safari dalla nostra guida Furaha.
In queste settimane, dopo più di un anno di acclimatazione in boma recintati, sono infatti stati liberati i diciassette rinoceronti bianchi donati alla Ngorongoro Conservation Area dalla Munywana Conservancy, nella provincia sudafricana del KwaZulu.
Il cratere dello Ngorongoro, che già in natura ospita una popolazione significativa di rinoceronti neri, grazie alla biodiversità dei suoi habitat, risulta particolarmente idoneo allo sviluppo di una popolazione di rinoceronti bianchi, secondo le valutazioni effettuate dal Ministero delle Risorse Naturali e del Turismo della Tanzania e come pare confermare la prima fase di inserimento degli esemplari trasferiti, che comunque, anche da liberi, continuano a essere monitorati con dispositivi di tracciamento e sistemi avanzati di sorveglianza. La Ngorongoro Conservation Area offre anche ampie garanzie di preparazione e capacità di conservazione delle specie a rischio, come dimostra la presenza, ormai rarissima, del rinoceronte nero all’interno del cratere.
Il progetto, che prevede l’introduzione di altri diciannove rinoceronti bianchi, è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra il governo tanzaniano e il governo sudafricano.
Torniamo quindi alla nostra domanda: il rinoceronte bianco torna nello Ngorongoro o vi arriva per la prima volta? Sono vere entrambe le cose! Si tratta, in qualche modo, di un ritorno, perché abbiamo la certezza che la specie fosse presente nell’area in ere preistoriche: a Laetoli e Olduvai sono stati trovati fossili risalenti a circa 2,7 milioni di anni fa di Ceratotherium praecox, forma estinta antica imparentata con il rinoceronte bianco moderno (fonte: Daily News Tanzania).
Tuttavia, nonostante alcune news parlino di reintroduzione vera e propria del rinoceronte bianco in Tanzania, fonti autorevoli ne smentiscono anche solo l’ipotesi. La fonte più importante è il lavoro di Kees Rookmaaker e Pierre-Olivier Antoine del 2012, pubblicato su Pachyderm. Gli autori ricostruiscono la distribuzione storica dei rinoceronti africani dal 1500 in poi usando testimonianze scritte, iconografia e reperti museali. La Tanzania non risulta aver mai ospitato il rinoceronte bianco meridionale.
Un’altra fonte autorevole è l’articolo The Rhinoceroses of Ngorongoro Crater di Hans e Ute Klingel, che studiarono direttamente i rinoceronti del Cratere dal giugno 1963 al maggio 1965, identificandoli individualmente. Il loro articolo specifica fin dall’inizio che si tratta di black rhinoceros. Riporta inoltre dati precedenti: 19 individui censiti nel 1958 e una stima di 42 nel marzo 1959. Durante i loro due anni di osservazione registrarono complessivamente 61 rinoceronti diversi. Non compare alcuna popolazione di rinoceronti bianchi.
Anche i censimenti della fauna del Cratere, iniziati nel 1963, parlano del Diceros bicornis, cioè rinoceronte nero. Un’analisi scientifica dei dati NCAA 1963–2012 continua a registrare esclusivamente il rinoceronte nero fra i rinoceronti di Ngorongoro.
E questo spiega anche l’origine del possibile equivoco: negli anni ’70 e ’80 in Tanzania ci fu davvero un crollo drammatico dei rinoceronti a causa del bracconaggio, ma erano rinoceronti neri. Per questo dal TANAPA, l’ente dei parchi nazionali della Tanzania, è impegnata in un importante progetto di conservazione dei rinoceronte nero, nel Rhino Sanctuary di Mkomazi National Park.
Gli avvistamenti dei rinoceronti, bianchi o neri che siano, non sono affatto certi, anzi, sono piuttosto rari anche nel cratere dello Ngorongoro. Ma per chi lo visita, la possibilità di incontrare oggi sia il rinoceronte nero sia il rinoceronte bianco significa assistere a un ritorno che affonda le sue radici milioni di anni indietro nel tempo. Un incontro speciale, da vivere con gli occhi pieni di stupore.



